Ogni anno, in Italia, milioni di pasti finiscono nella spazzatura, insieme a risorse preziose come acqua, energia e lavoro. Prevenire lo spreco alimentare non significa soltanto recuperare cibo, ma ripensare in maniera complessiva il sistema che ne regola produzione, distribuzione e consumo. È una questione di scelte quotidiane, di accesso, di equità e di responsabilità condivisa. Ciò che mangiamo e come lo utilizziamo ha conseguenze dirette sulle comunità e sull’ambiente che abitiamo.
Non basta essere informati: è necessario agire subito, riducendo gli sprechi e valorizzando le risorse, in linea con l’Obiettivo 12.3 delle Nazioni Unite, che mira a dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030. Ogni pasto, ogni scelta, ogni gesto quotidiano può diventare un’opportunità per contribuire a un cambiamento reale e duraturo.
In questo contesto si inserisce Turn the Tables, progetto europeo cofinanziato dal programma DEAR, sostenuto anche dal Comune di Bergamo e parte del percorso dell’Agenda 2030. Turn the Tables lavora nel punto in cui il gesto quotidiano del mangiare incontra le decisioni collettive che ne determinano le conseguenze. Nelle mense scolastiche e universitarie, nei percorsi educativi e nei territori, il cibo non è più solo nutrimento: diventa uno strumento di trasformazione, un mezzo per sperimentare pratiche sostenibili, ridurre gli sprechi e costruire sistemi alimentari più giusti. I giovani diventano protagonisti: partecipano a laboratori, workshop e iniziative locali, acquisendo competenze per dialogare con istituzioni, promuovere buone pratiche e diffondere consapevolezza nelle proprie comunità. Ogni scelta diventa occasione per imparare, influenzare positivamente la filiera e contribuire a una cultura di corresponsabilità tra cittadini, istituzioni e imprese.
Uno degli obiettivi principali di Turn The Tables è prevenire lo spreco alimentare diffondendo consapevolezza e pratiche virtuose. E’ un processo complesso, reso possibile grazie alla partecipazione di partner esperti, appassionati e attivi sul territorio che contribuiscono all’attuazione della Food Policy nella città di Bergamo.
Uno di questi è Dispensa Sociale, un progetto di economia circolare partner della Food Policy di Bergamo e realizzato da Cooperativa Namasté e Ridò Organizzazione di Volontariato che contribuisce in modo sostanzioso alla riduzione dello spreco e alla cura della comunità.
Nel corso del 2025 Dispensa Sociale ha salvato dallo spreco 204 tonnellate di cibo, con un aumento dell’11% rispetto al 2024, per l’82% rappresentate da ortofrutta. Queste azioni hanno sostenuto 73 organizzazioni del territorio e centinaia di persone che hanno potuto fare la spesa gratuitamente presso la bottega Dispensa Re-Store. Il lavoro, portato avanti da Namasté cooperativa sociale e Ridò Organizzazione di Volontariato, dimostra che la lotta allo spreco non è solo un’azione logistica, ma una concreta forma di equità sociale e di accesso al cibo per chi ne ha più bisogno.
Ridurre lo spreco alimentare richiede un cambiamento culturale profondo: significa ripensare i comportamenti, interrogarsi sul valore del cibo e adottare nuove pratiche che mettano al centro la sostenibilità. Per questo il coinvolgimento di scuole, comunità e giovani è essenziale: imparare a pianificare, riutilizzare e valorizzare ciò che resta permette non solo di salvare risorse, ma di costruire competenze, responsabilità e consapevolezza, creando una cultura condivisa di cura e rispetto per il pianeta e per le persone.







