Al nostro tavolo: Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”

L’Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota” si configura come un’aula all’aperto, un punto d’incontro essenziale dove la botanica smette di essere esclusivamente una disciplina di studio per farsi relazione autentica e profonda con la natura. In quanto istituto museale, l’Orto non si limita alla conservazione del mondo vegetale e alla protezione delle specie più fragili, ma offre uno spazio dove la ricerca scientifica e la tutela della biodiversità diventano un’esperienza quotidiana condivisa, capace di trasmettere il valore profondo del rispetto per la terra.

Questa missione scientifica trova oggi una declinazione concreta in una consapevolezza che lega indissolubilmente le piante all’alimentazione e alla sostenibilità sociale. Nella Valle della Biodiversità ad Astino, l’istituto insegna a declinare la natura al plurale attraverso centinaia di varietà di ortaggi che testimoniano la nostra responsabilità collettiva verso la salute del suolo. Questo impegno è reso tangibile dalla collaborazione con la Cooperativa Sociale Aretè, che cura questi spazi coniugando l’agricoltura biologica con l’inclusione lavorativa. Si definisce così un modello virtuoso in cui il cibo sano diventa strumento di dignità per la comunità, capace di portare la biodiversità bergamasca direttamente dalla terra alla tavola.

In questo solco di apprendimento attivo si inserisce il sostegno al progetto Turn The Tables, nato dalla profonda convinzione che “sporcarsi le mani” sia l’unico modo autentico per comprendere la vitalità del terreno e il valore reale di ciò che viene consumato. L’Orto Botanico ambisce infatti a consolidarsi come un punto di riferimento per tutti i cittadini desiderosi di coltivare i propri prodotti alimentari nel pieno rispetto del suolo e delle risorse.

Proprio per questo, attraverso il Corso di orticoltura biologica urbana, vengono diffuse le migliori pratiche di pianificazione stagionale e di preparazione del terreno secondo tecniche rigenerative. Gli incontri dedicati all’orto primaverile permettono di scoprire il tempo ciclico della natura attraverso un percorso che spazia dalla selezione delle cultivar più adatte fino alle semine e ai trapianti. In questo modo, i partecipanti possono riscoprire quel “buon senso contadino” fondamentale per abitare la città in modo consapevole. Sperimentare direttamente sul campo permette di ritrovare il legame vitale con il mondo vegetale, coltivando, insieme, il futuro del territorio.



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